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Speciale 70ennale Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani”

Cultura e Turismo

Speciale 70ennale della

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ACCADEMIA TEATRALE “FRANCESCO CAMPOGALLIANI”

in scena al Teatro Sociale di Mantova

 

IIn occasione del 70ennale della sua fondazione e nell’anno di Mantova Capitale Italiana della Cultura, l’Accademia Teatrale “Francesco Campogalliani” rappresenterà prossimamente, presso il Teatro Sociale di Mantova, quattro tra i suoi più famosi spettacoli teatrali.
Nella circostanza, al fine di favorire la partecipazione dei Soci del Cad Bam, la Compagnia praticherà una riduzione del 25% sul prezzo del biglietto singolo, che potrà essere così acquistato ad € 15,00 rispetto al normale costo di € 20,00.

 

GLI SPETTACOLI A CUI SI POTRÀ PARTECIPARE A PREZZO SCONTATO SONO:

 

PIGMALIONE

giovedì 6 ottobre 2016 - ore 21:00
di George Bernard Shaw
Regia di Maria Grazia Bettini
 
 Anche se nella storia del professore di fonetica che, per scommessa, decide di trasformare la giovane fioraia capace solo di esprimersi nel più volgare dialetto londinese in "duchessa" dall’accento perfetto c’è profumo di favola, i temi che George Bernard Shaw intreccia in "Pigmalione" sono tutt’altro che lievi: si va dall’emancipazione della donna alla discriminazione sociale; c’è una feroce critica al classismo britannico, che distingue le posizioni sociali anche e soprattutto attraverso l’inflessione linguistica e c’è, ancora di più, il problema della manipolazione degli individui da parte delle classi superiori nei confronti di chi è ignorante. Niente di più attuale in una società dove un moderno Pigmalione può fare del popolo la sua Galatea. L’autore in questo testo dà libero sfogo alla sua polemica sulla superficialità dell’alta borghesia privilegiando il conflitto dialettico tra i personaggi e l’importanza della lingua come indicatore della diversità di classe. Per questo ho scelto il testo tradotto nella versione di Luigi Lunari (commediografo e traduttore) nel quale la vivace battaglia tra il cockney londinese e la lingua ufficiale del testo originale è stata magistralmente riadattata traducendo la cadenza anglosassone in una parlata volgare e sgrammaticata moderna. Ho ambientato la commedia in un salotto di primo novecento ricreato con mobili finti e pareti disegnate su grandi tele, il tutto bianco e nero, ed ho scelto costumi ricchi e ben curati inseriti nel loro tempo per mettere in risalto, nella loro contrapposizione, l’artificiosità delle alte classi britanniche per le quali l’apparenza è più importante delle persone stesse e della loro umanità secondo il principio assolutamente moderno ed attuale che esalta l’apparire contro l’essere, La rappresentazione è fedele al testo originario, ma con una fugace libertà nel finale: il rapporto tra il Professore e la semplice fioraia, che potrebbe trasformarsi in un sentimento più profondo, resta aperto  e lascia allo spettatore immaginare se abbia un futuro diverso da quello pensato dall’autore.

LA DODICESIMA NOTTE

giovedì 13 ottobre 2016 - ore 21:00
di William Shakespeare
Regia di Maria Grazia Bettini
 
 Una terribile tempesta fa naufragare la nave sulla quale viaggiano Viola e Sebastiano, due gemelli particolarmente uniti dalla prematura morte dei genitori. Raggiunte le coste dell’Illiria (una regione tra l’Italia orientale e la Macedonia), Viola, che si è salvata dal naufragio grazie all’aiuto del capitano della nave, travestita da ragazzo con il nome di Cesario, entra al servizio del Duca Orsino, di cui subito si innamora. Orsino, che vive un amore sofferto e non ricambiato per la bella contessa Olivia, ben lontano dall’immaginare il travestimento del giovane paggio, lo fa subito suo confidente. Cesario viene utilizzato dal duca come messaggero delle sue pene d’amore e Olivia, conquistata dalla suadente voce e dalla grazia del giovane Cesario, se ne innamora. Nei vari incontri, voluti da Orsino per perorare la sua causa, Olivia ha modo di dichiarare il suo amore, che non sa essere impossibile, al giovane Cesario-Viola, che ovviamente la respinge. L’improvvisa apparizione di Sebastiano, scampato anche lui al naufragio grazie ad Antonio, sancisce la soluzione finale: Olivia si promette a Sebastiano credendolo Cesario, infatti i due gemelli si somigliano come due gocce d’acqua, e Orsino, riconoscendo come sincero l’affetto del giovane Cesario, cioè di Viola, e cedendo alla sua forza amorosa, decide di farne la padrona del suo padrone, sposandola. All’interno della vicenda Viola - Orsino - Olivia - Sebastiano si sviluppa un’altra storia: la burla di Sir Toby "Rutto", parente di Olivia, di Sir Andrew, (due ubriaconi, buontemponi, ospiti di Olivia), della cameriera di Olivia, Maria, e dell’amica Fabiana ai danni del povero Malvolio, maggiordomo di Olivia, moralista, borioso, supponente, che aspira segretamente alla mano della padrona. La burla consiste nel far credere a Malvolio, con una lettera opportunamente concepita e fatta trovare sul suo cammino, che anche Olivia lo ama segretamente. Ovviamente viene preso dalla contessa per pazzo e, come tale, dai quattro rinchiuso in una stamberga al buio e li sbeffeggiato fino all’estremo limite. C’è infine nella commedia un altro personaggio, Feste, il giullare buffone della contessa Olivia: egli è il Folle che tutto vede e tutti conosce nell’intimo, le cui melodie accompagnano, commentandolo, lo  svolgersi degli avvenimenti e nelle cui parole ritroviamo la filosofica shakespeariana accettazione della realtà della vita.

LIL BERRETTO A SONAGLI

giovedì 20 ottobre 2016 - ore 21:00
di Luigi Pirandello
Regia di Mario Zolin
 
 Prigionieri di un angusto carcere, soggetti alla tirannia delle convenzioni, gli interpreti sono costretti a disegnare brevi traiettorie, voli spezzati da barriere che ne stordiscono i più spontanei impulsi. I personaggi sono pupi, marionette forme che imprigionano la vita vera sono circondati da simulacri della borghesia (poltrone, quadri, statue, lampadari...). Si muovono e vivono in uno spazio delimitato, quasi costretti a vivere solo in quel quadrato piastrellato. Si presentano al pubblico muti burattini che, una volta illuminati, prendono vita per raccontare la loro storia: maschere di ipocrisia, per esistere sono costrette a salvare ognuna il proprio ruolo nella società. Non importa chi dovrà soccombere l’importate è che l’ordine costituito non venga sovvertito. Calibrando la parola sul gesto ed il gesto sulla parola, la regia affida alla recitazione il compito di restituire ai dialoghi il loro colore naturale nel perentorio rifiuto di ogni caricatura. Si sottolinea così che le maschere sono la normalità nel consorzio civile. Gli anni venti del novecento fanno da ambientazione all’allestimento scenico, volutamente improntato ad un austero minimalismo. Luci e musiche d’atmosfera incorniciano, in particolare, i momenti d’astrazione del Ciampa dal suo personaggio: i celebri monologhi  nei quali la voce di Pirandello sembra distinguersi vividamente per enuclearne i gangli teorici.

LA SCUOLA DELLE MOGLI

giovedì 27 ottobre 2016 - ore 21:00
di Molière
Regia di Mario Zolin
 
 L’Ecole des Femmes" (La scuola delle mogli) andò in scena la prima volta il 26 dicembre 1662 al Palais Rojale di Parigi. "Se sposo un’oca è per non essere fatto becco", dice Arnolfo a Crisalda, la voce della ragione. Arnolfo è un uomo celibe, benestante, che incarna la vanità del borghese che vuole apparire nobile. Per lui la disgrazia peggiore per un uomo è quella di essere tradito dalla propria moglie. Avendo deciso di sposarsi, è dunque ossessionato dall’idea che possa capitare anche a lui. È convinto che solo la donna educata, istruita, economicamente indipendente sia in grado di tradire e per questo vuole sposare una giovane semplice e ingenua, allevata in un convento. La sua tranquillità e la sua sicurezza sono però destinate a sgretolarsi pian piano… L’amore va oltre ogni ragionamento e l’istinto insegna ciò che non è stato insegnato. Questa è la scuola delle mogli o, più genericamente, delle donne! La commedia è una critica dell’alta società francese del XVII sec., dove la donna, soprattutto nel matrimonio governato dall’autorità del capo famiglia, era completamente soggetta all’uomo, ma spesso si concedeva delle "evasioni". Ma siamo sicuri che questo lavoro sia solo un quadro d’epoca? Anche oggi il tradimento è uno dei fantasmi che agitano la mente maschile e anche oggi è collegato all’emancipazione femminile e alla gelosia dovuta alla concezione dell’amore come possesso della donna. Non se ne discute più liberamente come nei salotti parigini del XVII sec., ma piuttosto si sceglie la via del gossip o del silenzio che porta alla violenza e molto spesso alla tragedia. Si può dunque dire che, come tutti i classici,  “La scuola delle donne” trascende il tempo della sua scrittura e può avere ancora qualcosa da dire.

 

COME USUFRUIRE DELLA RIDUZIONE:

Presentare direttamente alla biglietteria del Teatro Sociale la tessera di iscrizione al Cad Bam.

 

ORARI DI APERTURA DELLA BIGLIETTERIA DEL TEATRO SOCIALE DI MANTOVA:

Sarà possibile acquistare i biglietti per le commedie sopra citate presso la biglietteria del Teatro Sociale in Piazza Cavallotti, 14/A – Mantova – tel. 0376.1974836 – il:

  • martedì e giovedì dalle ore 10:30 alle ore 12:30;
  • mercoledì e venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:00
  • nei giorni di spettacolo dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

 

RESPONSABILE:
Chiara Steccanella

 

 

Per maggiori informazioni: